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Il libro illustra come dal nulla sia stato creato un servizio psichiatrico integrato che – nel pieno spirito della Legge 180, meglio nota come Legge Basaglia – ha potuto attivare nel volgere di pochi anni l'intero arco del percorso riabilitativo, divenendo un modello per altri servizi, in Italia come all'estero. È la storia di venti anni di Salute Mentale a Biella, una cittadina che non è mai stata l'ombelico del mondo né un polo di attrattive culturali e che negli ultimi decenni ha anche vissuto drammaticamente la crisi del tessile. Tali risultati si devono all'iniziativa e alla capacità organizzativa, professionale e politica di uno psichiatra infaticabile, formatosi negli anni 1980 nell'area del gruppo di Psicoterapia e Scienze Umane: Emanuele Lomonaco. Lomonaco è prematuramente scomparso circa tre anni fa.
Il libro, promosso dall'Associazione a lui intitolata, voluto dai familiari e da quanti, amici, colleghi e parenti, hanno avuto l'opportunità (e la fortuna) di lavorare con lui, si basa sui documenti e sul materiale raccolto e organizzato da Davide Lasagna, dell'Istituto Universitario di Storia delle Società Contemporanee di Torino. È il secondo volume di una collana che, prendendo lo spunto da una figura emblematica dell'attualità, ricostruisce l'ambiente e il contesto secondo una metodologia storica che ha il pregio di consegnare alla memoria fatti e persone, facendoli rivivere di fronte al lettore, nel rigore e nel rispetto dei materiali documentali. La storia del Dipartimento di Salute Mentale di Biella, la costruzione del circuito riabilitativo e della “rete” psichiatrica, il coinvolgimento di istituzioni, enti, associazioni emergono attraverso brani di vita, testimonianze, commenti, documenti ufficiali, ritagli di giornale, immagini: «Il dato biografico si intreccia così continuamente con il resoconto di