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«A very grave philosophy»: «una filosofia che va presa molto seriamente» è quella che - ricordava Hilda Doolittle (I segni sul muro . Roma: Astrolabio, , p. 29) - Freud voleva fondare sulla psicoanalisi. Richiamandosi a tale impegno, Francesco Conrotto contribuisce qui a una teoria della conoscenza che non prescinda dalla scoperta dei processi psichici inconsci. Impresa audace, vista la radicale scissione del soggetto rivelata dalla psicoanalisi, che frustra ogni pretesa di fondare un sapere su altro che non sia la soggettività dello studioso. Che cosa può proporre dunque uno psicoanalista alla filosofia? Innanzitutto, di indagare i fondamenti della conoscenza a partire dai nuclei concettuali della metapsicologia, avvertendo che il compito di costruire una gnoseologia è limitato dall'inconoscibilità dell'inconscio; e dunque, che tale condizione consente di pensare il limite di pensabilità stesso della conoscenza.
Fondamento della gnoseologia psicoanalitica è l'assunto che la conoscenza umana è originariamente affettiva e ha funzione autoconservativa; essa si fonda su di un lavoro psichico che, prima di giungere all'ideazione da cui la filosofia - ma anche il delirio