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Inizia con una lunga citazione sulla soggettività e responsabilità dell'analista tratta da Morgenthaler questo anomalo “bignamino” o “Roversi” di psicoanalisi. “Anomalo” perché mentre sembra dispensare regolette tecniche - cosa fare, quando, come - di fatto le mette in discussione. Inoltre, come scrive Porcelli nella Presentazione, è anche un libro “coraggioso”, e non solo perché l'Autore si espone in prima persona, ma perché lo fa in un campo dove sembra ormai essere stato detto di tutto e di più. Si tratta di 100 paginette in cui sono riassunti, con linguaggio brillante e quasi colloquiale, alcuni dei momenti chiave del processo psicoanalitico e le indicazioni tecniche per come affrontarli. A ciascuno viene dedicato un capitolo, ricchissimo di esempi clinici, rigorosamente ricondotti alla loro matrice psicodinamica. Potrebbe essere scambiato per un libro di ricette “psi” se non fosse per il costante interesse dell'Autore non «unicamente rivolto alle tecniche di intervento in vista della soluzione di problemi, ma (…) indirizzato anche al cercare di capire perché “quel” qualcosa funzionava» (p. XXXI).
Lorenzo Giusti, nato e cresciuto a Bari dove lavora da sempre, ha iniziato la sua esperienza come medico in chirurgia, poi in urologia e in oncologia, per specializzarsi infine in psichiatria. Dirige la scuola di formazione in psicoterapia psicoanalitica Associazione di Ricerche-Interventi sui Rapporti Interpersonali (ARIRI) e insegna Psicoterapia nella scuola di specializzazione in Psicologia Clinica dell'Università di Bari. Formatosi con gli analisti più rappresentativi del panorama europeo, ha sviluppato nel corso degli anni uno stile di lavoro del tutto personale, che dalla “tecnica classica” lo ha portato a sperimentare interventi nuovi e originali (molti i ricorsi al paradosso), sempre nel rispetto della sofferenza e sempre stando dalla parte sana del paziente, convinto che vadano sostenute la sua evoluzione e la sua crescita senza lasciare spazio alla regressione