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Viene criticato l'articolo di Manfred Pohlen (2005) “Il potere d'influenzamento dell'analista e la verità del suo metodo”, pubblicato nel numero scorso di Psicoterapia e Scienze Umane (2010, XLIV, 3: 345-364). Alcune critiche sono le seguenti: il potere suggestivo della psicoanalisi, dimostrato anche empiricamente, era già discusso da Freud e da autori successivi (si pensi ai fattori relazionali e identificatori, o al “transfert positivo irreprensibile”); una dicotomizzazione netta tra scienze naturali e scienze umane può considerarsi datata; l'influenza del terapeuta nel guidare il paziente in senso prospettico era presente in Jung ed è stata ripresa dall'ermeneutica; la psicoanalisi come capace di attivare potenzialità inespresse si sovrappone al concetto di autorealizzazione (self-actualizazion) di Rogers e in generale della psicoterapia umanistica; nella teoria dell'attaccamento di Bowlby non vi è un riduzionismo biologico ma un'enfasi sulle relazioni oggettuali; e così via.