You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
La nuova casa editrice et al./edizioni ha mostrato subito interesse per alcuni temi sociali di nicchia che di nicchia non dovrebbero essere. Dopo aver ripubblicato, con un ampio corredo critico, un classico molto travagliato, La donna delinquente di Cesare Lombroso del 1893, fa uscire ora un saggio di Corrado Bizzarri, docente alla Scuola di Specialità in Psichiatria della Clinica Psichiatrica dell'Università di Parma dalla fine degli anni 1980, nonché apprezzato psichiatra forense. Il tema affrontato è una ferita tra le più dolenti della società civile moderna. Bizzarri lo affronta con uno stile trasparente e preciso, senza nascondere le difficoltà dietro bizantinismi. Parte dal fatto che nelle aule di tribunale capita sempre più spesso che i giudici ricorrano alla psichiatria e a quello che Bizzarri chiama il “suo strumento più discusso”, la perizia psichiatrica. A monte, ci spiega, ci sono questioni complesse e dibattute. Ma, fa intendere, anche nodi non affrontati che lasciano molti psichiatri e psicologi in difficoltà, ne siano coscienti o meno.
Apre il saggio con un caso dimostrativo, che risale al 1877, dal titolo “L'uccisore de' bambini”: «Un imbecille, sì un vero e proprio imbecille, sentenziato tale da tre medici alienisti, aventi tutti insieme più di mezzo secolo addosso di pratica di Manicomi; dichiarato tale da tre medici testimoni, e dal Direttore delle carceri, uomo serio e diritto, che l'aveva avuto sott'occhio per 16 mesi, dichiarato scemo, grullo, giunco, bambino da tutto un paese; un imbecille che a 24 anni non aveva messo su peli e capelli né pubertà, e a 26 aveva statura, sembianze e voce di un bambino di 10, il 29 dicembre 1876, in Firenze, dopo nove giorni di dibattimento, nei quali aveva fatto ridere il pubblico di tutte le sue grullerie, dalla Corte d'Assise era condannato a venti anni di casa di forza!» (p. 1).
La questione è già qui emotivamente presentata, anche se l'Autore prosegue riprendendo casi assai più recenti che all'opposto suscita