You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Il saggio di Louis Breger (nato a Los Angeles nel , professore emerito di Psychoanalytic Studies presso il California Institute of Technology, nonché presidente e fondatore dell' Institute of Contemporary Psychoanalysis), è una puntuale investigazione sui primissimi pazienti di Freud e sulla genesi di Studi sull'isteria, e culmina in una riflessione critica sulla relazione tra Freud e Breuer caratterizzata dal noto impulso del primo a ergersi come figura preminente - il My Golden Sigi materno. È nel secondo capitolo, intitolato “The vision of a heroic self” (“La visione di un Sé eroico”), che l'Autore prende in esame la tarda adolescenza e la prima maturità di Freud, sottolineando come le sue relazioni significative fossero basate su un controllo intellettuale in forma di relazione epistolare con interlocutori spazialmente distanti (Silberstein, Fliess e la fidanzata, Martha). Viene quindi ripercorso l'intero periodo degli studi universitari di Freud e il suo incontro con il “Napoleone dell'isteria” (Charcot), l'inizio della relazione con Martha e l'intero periodo della collaborazione con Breuer. Freud incontrò Martha all'età di ventisei anni - e Breger sottolinea la sua necessità di una “partner sottomessa e accudente” - ma il suo interesse sessuale declinò ben presto nel corso dei primi anni di matrimonio. Le inclinazioni intellettualizzanti di Freud si fanno nuovamente sentire insieme alle note fobie che l'Autore collega alle perdite traumatiche vissute in varie fasi cruciali di vita. Ma è il rapporto tra Freud e Breuer che prende spazio nella riflessione di Breger evidenziando il diverso status sociale dei due uomini, la posizione di preminenza che aveva Breuer nel mondo medico e scientifico del tempo, la sua vita serena dal punto di vista economico e finanziario in contrapposizione ai difficili esordi di Freud per il quale «Breuer fu la maggiore fonte di pazienti, essenziale per l'avvio della pratica medica» (p. 25).
Curando Bertha Pappenheim - di cui viene ripe