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L'originalità di questo scritto sta nel ripercorre la complessa storia de L'interpretazione dei sogni: un libro che condivide con altri classici del Novecento la sorte di essere molto citato, molto comprato (ancora oggi) e probabilmente poco letto. Un libro che ha visto ben otto edizioni in un arco di tempo che va dal 1899 al 1930 (la Standard Edition si basa sull'ottava edizione del ), frutto di un interscambio (ancora pochissimo conosciuto) tra l'autore, i suoi seguaci, colleghi, lettori, critici e pazienti. Basti pensare che Otto Rank divenne per un certo periodo di tempo “coautore” de L'interpretazione dei sogni: infatti, nella quarta edizione compaiono due capitoli a sua firma, “Sogno e poesia” e “Sogno e mito”. Un inserimento che si collocò nel progetto freudiano del tempo: rendere il libro più impersonale, fondato sulla raccolta di informazioni da varie fonti (ecco perché “poesia e mito”) e sulla classificazione di simboli. Ancora più sorprendente è leggere che entrambi i saggi di Rank - riprodotti nel testo di Marinelli e Mayer - sopravvissero fino alla settima edizione de L'interpretazione dei sogni (che uscì nel ) e poi, senza spiegazione alcuna, vennero eliminati. Per avere idea del senso dei due contributi di Rank basterà ricordare il lavoro di Karl Abraham Sogno e mito. Uno studio di psicologia dei popoli, del 1909, in cui traspare lo sforzo di fondare la lettura del sogno su basi ben più ampie rispetto alla decodificazione del testo onirico.
È solo nel tempo che L'interpretazione dei sogni (che nelle sue lettere Freud definiva “la bomba”) acquisisce quel carattere di fondamento della scoperta psicoanalitica e di testimonianza dell'autoanalisi freudiana che volle assegnarle soprattutto Ernst Jones nella sua tanto celebre quanto discussa biografia. All'inizio, il libro fu oggetto di elaborazioni e arricchimenti che provenivano da fonti esterne, in una sorta di dibattito sociale permanente tra Freud e la platea (non soltanto analitica) dei suoi lettori. Pe