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1 Dal 1977 ad oggi, Benvenuto ha posto al proprio attivo più di trecento pubblicazioni che spaziano in diversi campi del sapere, privilegiando però la filosofia per confluire nella psicoanalisi come a cercarvi una sintesi e una ricaduta nella prassi: egli - leggiamo in quarta di copertina del libro qui recensito - oltre che filosofo, è uno psicoanalista.
Per la filosofia, basti menzionare gli scritti su Montaigne, Wittgenstein, Rawls, Derrida, Sartre, Žnižnek. Per la psicoanalisi, oltre ad avere fondato e dirigere una rivista, European Jounal of Psychonalysis, che gode di prestigio internazionale e ospita contributi di studiosi di più discipline e di psicoanalisti di diverse tendenze (Armando, 2010), ha scritto sulla sua storia, sulle sue scuole, sui suoi maggiori protagonisti e su problemi teorici e istituzionali. In questa vastissima produzione, mancano, nonostante l'Autore possa vantare una consolidata pratica clinica, pubblicazioni specificamente dedicate a fornire il resoconto di casi - una mancanza, questa, cui più oltre sarà possibile dare un significato. Per contro, è presente un nutrito gruppo di lavori che affrontano in termini teorici più temi della clinica psicoanalitica, cui si sono ultimamente aggiunti due piccoli libri dedicati all'accidia (Benvenuto, 2008) e alla gelosia. Se l'insieme di quei lavori tende a rivisitare il sapere psicoanalitico e a realizzarne una mappa, gli ultimi due danno a tale intenzione un orientamento pratico-divulgativo.
Nel secondo dei due libri, qui recensito, l'Autore indaga il fenomeno di vasto interesse e sicuro richiamo della gelosia, intendendo fornire al lettore dati di cui servirsi per soddisfare una curiosità intellettuale e per una personale gestione del fenomeno.