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Nel 1994 Daniel Stern e Nadia Bruschweiler-Stern giunsero a Boston per un anno sabbatico e, insieme ad altri sei colleghi (Alexander Morgan, Jeremy Nahum, Louis Sander, Alexandra Harrison, Karlen Lyons-Ruth ed Edward Tronik - quest'ultimo in seguito non farà più parte del gruppo), diedero vita al Boston Change Process Study Group (BCPSG). Il volume Change in Psychotherapy. A Unifying Paradigm raccoglie i maggiori contributi del gruppo di ricerca, a cominciare dal famoso articolo “Non-interpretative mechanism in psychoanalytic therapy: The ‘something more’ than interpretation” (pubblicato sull'International Journal of Psychoanalysis, , 79: 903-921, e tradotto in italiano col titolo “Qualcosa in più dell'interpretazione” nel n. 3/ della rivista Psicobiettivo). Le tematiche affrontate nel corso del tempo sono state soprattutto le seguenti: il posto dell'intersoggettività, la comunicazione implicita non verbale, il ruolo dell'intenzione come regolatore primario dello scambio terapeutico, un rinnovato interesse per l'approccio fenomenologico, lo sviluppo della ricerca evolutiva, il passaggio dalla psicologia monopersonale a quella bipersonale e la teoria dei sistemi dinamici (a partire dallo scritto di E. Thelen e L. Smith A Dynamic System Approach to the Development of Cognition and Action. Cambridge, MA: MIT Press, ). Il vertice relazionale e l'attenzione sul “qui ed ora” hanno costituito un importante framework di supporto all'investigazione che è sempre stata finalizzata a esplicitare ogni angolo della ricchezza dello scambio psicoterapeutico tra paziente e analista. Inoltre, sulla base degli studi di Bowlby, una costante attenzione è stata data allo studio della relazione madre-bambino dal punto di vista dell'osservazione naturale. È così stato sviluppato, tra gli altri, il concetto di co-creazione del processo terapeutico, spostando anche alcuni cardini teorici a favore dell'intenzionalità, da un lato, e dei “processi impliciti” (tra i quali l'enactment), dall'altr