You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Viene ripercorsa la storia del movimento psicoanalitico dissidente, formato prevalentemente da colleghi del “Seminario Psicoanalitico di Zurigo” e del gruppo italiano di Psicoterapia e Scienze Umane, che culminò con la contestazione del congresso dell'International Psychoanalytic Association (IPA) di Roma del 1969 e la organizzazione di un contro-congresso allo scopo di criticare il sistema dell'analisi didattica e del training psicoanalitico tradizionale. I problemi sollevati allora rimangono oggi irrisolti, dopo più di quarant'anni, come mostra anche la relazione di Otto F. Kernberg (vedi pp. 460-470 di questo n. 4/ di Psicoterapia e Scienze Umane). I membri del Seminario Psicoanalitico di Zurigo decisero di non entrare nella Società svizzera di psicoanalisi ma di rimanere, come scelta teorica e politica, “analisti in formazione” a vita (Analytiker in Ausbildung). Infine, vengono discussi i motivi della cultura di sottomissione che è molto diffusa negli allievi in formazione presso le istituzioni psicoanalitiche.