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Giampaolo Lai si presenta sul mercato editoriale col suo nuovo testo - dal titolo insolito e intrigante - in cui ci rende partecipi del suo più recente lavoro di ricerca. Lo fa con precisione e teorizzazione sempre maggiori sulle conversazioni terapeutiche, sui distinti ruoli dei due partecipanti e sui meccanismi in atto nei loro incontri. Il linguaggio e le metafore utilizzati potrebbero dare l'impressione di essere del tutto lontani (estranei?) da quelli considerati ortodossi e in uso nei testi classici di psicologia e/o psicoanalisi. Impressione errata. La lettura ci porta, infatti, dentro la stanza degli incontri, come solitamente l'Autore fa, e mostra le modalità con cui le conversazioni avvengono, i bisogni e i problemi lì riportati e gli interventi verbali del conversante/terapeuta/analista.
Il libro si compone di sette capitoli, con titoli che sembrano rimandare a un testo sul mercato borsistico e finanziario: “La teoria del mercato di parola bilateral”; “Gli incentivi in un bilateral verbal trade”; “Il bad trade, quando il mercato di parola si inceppa”; “La speranza di guadagno nella Piazza del Mercato”; “Misurare la speranza di guadagno”; “Il fine di restare sulla Piazza del Mercato”; “L'eternità sulla Piazza del Mercato”.
Giampaolo Lai ci avvicina da subito nella Presentazione al senso e al significato della terminologia utilizzata. Partendo dalla semplice e condivisa affermazione che le psicoterapie o le psicoanalisi sono una “cura con le parole” - talking cure - si concentra sullo scambio dei beni di parola - verbal assets - tra i due trader: il compratore ed il venditore. Il metodo d'indagine è il bilateral verbal trade - il mercato bilaterale di parola - che tratta tutte le conversazioni e le vicende della scena analitica/terapeutica