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Il volume di Allan N. Schore (che si definisce clinician-scientist) è suddiviso in due sezioni e presenta nove contributi pubblicati tra il 1996 e il 2003. La prima parte, dal titolo “Neuroscienze dello sviluppo affettivo”, prende le mosse dalla teoria dell'attaccamento e centra l'attenzione sull'importanza delle relazioni con i caregiver nei primi stadi evolutivi. La seconda parte - “Neuropsichiatria dello sviluppo” - occupa oltre i due terzi del testo, testimoniando così l'interesse clinico dell'Autore, focalizzandosi sugli sviluppi psicopatologici e, in particolare, sugli esiti dei traumi a livello cerebrale (emisfero destro). La genesi psicopatologica è studiata nei disturbi borderline e antisociale, e nel Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD), dimostrando che il cervello destro registra gli esiti dei traumi precoci compromettendo così le successive capacità di regolazione mentale, soprattutto nella gestione delle fonti di stress. Sono quindi indagati i fattori di vulnerabilità e di resilienza, ma anche la questione della trasmissione intergenerazionale dei disturbi mentali.
Con il lavoro fondativo Affect Regulation and Origin of the Self: The Neurobiology of Emotional Development (Hillsdale, NJ: Erlbaum, ) e con il volume pubblicato nel 2003 dal titolo La regolazione degli affetti e la riparazione del Sé (Roma: Astrolabio, ) - vedi la recensione-saggio di Nicoletta Cinotti in Psicoterapia e Scienze Umane, 4/2008, pp. 541-546 - Schore ha voluto fornire agli studiosi una massa imponente di dati di ricerca e clinici, che sono infine confluiti a formare la sua teoria dello sviluppo del cervello e del Sé denominata “teoria della regolazione”. Si tratta di una forte testimonianza a favore della ricerca interdisciplinare, dell'integrazione concettuale tra mondo biologico e psicologico, e della necessità di seguire lo sviluppo dell'essere umano in prospettiva evolutiva e relazionale (secondo l'insegnamento di John Bowlby). I tre volumi della cosiddetta “triade della