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Questo scritto rappresenta una forte denuncia contro l'era mercantile e l'uomo mercantile (per dirla con le parole di Erich Fromm): un'era in cui il primato dell'economia, del budgeting e della logica costi/ricavi sembra dominare su tutto, anche sulle strutture che dovrebbero offrire i servizi di base al cittadino. Sanità, educazione, organizzazioni di supporto sociale, tutte sono state ormai piegate alla logica della produttività, del downsizing, dell'efficacia basata sull'unico parametro della riduzione dei costi. Ecco, dunque, le équipe territoriali smembrate e disperse in unità organizzative divenute elefantiache — e quindi ancora più difficili da gestire — sulla base del semplicismo che vede i “tagli lineari”, l'accorpamento di funzioni, la riduzione dei responsabili e, contemporaneamente, la verticalizzazione autoritaria della gestione delle risorse umane così come dei clienti-utenti. Situazioni che aggravano ciò che in Francia era già stato segnalato come un vero e proprio “slittamento medicalizzante” che ha investito, ad esempio, l'intera struttura dei Centri Medico-psico-pedagogici (CMPP) in cui la psicoanalisi è stata rigidamente posta sotto l'autorità medica.
Il libro di Rouchy e Desroche — del primo autore si ricorda il libro del 1998 Il gruppo, spazio analitico: clinica e teoria (Roma: Borla, ) — ha come sottotitolo Processo psichico e organizzazione: è dunque lo studio di come il cambiamento istituzionale incide sul funzionamento mentale del singolo e del gruppo che interessa agli Autori. Qual è il vissuto degli operatori, dei professionisti delle équipe socio-sanitarie di fronte alle variegate implosioni ed esplosioni dei loro ambienti professionali? Come impatta la nuova logica di mercato nell'ambito delle relazioni interprofessionali e sociali, degli scambi scientifici tra operatori, della tenuta del ruolo e, infine, della gestione dei pazienti? Quali sono i riflessi mentali delle realtà istituzionali? Le impostazioni asettiche, tecnocratiche e buroc