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In questa rubrica compare la pubblicazione di materiali, editi o inediti, che tentano di ricostruire una specie di storia della psicologia, della psichiatria e della psicoterapia, a volte con la forza emozionale dell'aneddotica sottratta alle storiografie accademiche. La rubrica si sviluppa lungo tre filoni: uno è quello dell'analisi delle varie stereotipie psicoanalitiche nelle loro declinazioni e del modo con cui è stata trasmessa la teoria della tecnica; il secondo è la ricostruzione di pezzi della storia italiana del settore, nell'ottica che è sempre stata del gruppo di Psicoterapia e Scienze Umane; il terzo filone è costituito dalla ristampa di articoli “d'epoca” rilevanti per il dibattito attuale. Al sito Internet psicoterapiaescienzeumane.it vi è l'elenco di tutti i documenti pubblicati nella rubrica.
NOTA INTRODUTTIVA. Il 4 agosto 2011, nella serie “Biblioteca della mente”, il Corriere della Sera ha pubblicato in volume unico due testi di Vittorino Andreoli, La terza via della psichiatria. Follia. Individuo, ambiente, storia (Milano: Mondadori, ) e La norma e la scelta. Un'interpretazione biologica del comportamento etico (Milano: Mondadori, ). Vent'anni dopo, presentavano la traccia del percorso scientifico, culturale, intellettuale dell'autore. Andreoli mi chiese una prefazione che attualizzasse il discorso, accettai e mi accinsi a scrivere1. Era da poco uscito, per l'editore Guerini e Associati di Milano, Il dragomanno e il dilemma del senso, una raccolta di scritti di Armando Marchi con prefazione di Giulio Sapelli. Nessuna connessione tra i due testi, se non la evocazione immediata, in me, quasi visiva, dell'intreccio di percorsi individuali legati a un impegno culturale che ha segnato la