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Scrive Ludwig Binswanger in Ricordi di Sigmund Freud (Roma: Astrolabio, ): «Posso dire tranquillamente che tutto il mio sviluppo scientifico, tanto nel suo aspetto positivo quanto in quello negativo, si è svolto sul filo conduttore di una discussione filosofica e scientifica con la psicoanalisi come scienza» (p. 31). Scorrendo nel carteggio con Freud - da tempo disponibile, ma sorprendentemente non citato da Molaro e Civita1 - troviamo l'atteggiamento complementare di un Freud che, amareggiato dopo l'abbandono di vari discepoli, gli scrive: «A differenza di tanti altri, Lei non ha permesso che il Suo sviluppo intellettuale, che L'ha sempre più allontanata dal mio influsso, distruggesse anche i nostri rapporti personali, e Lei non sa quanto tale delicatezza faccia bene all'uomo» (Freud & Binswanger, 1908-38, Lettera dell'11 gennaio 1929). Poche battute dicono del tono di un rapporto ultratrentennale,