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Harry S. Guntrip , psicologo clinico e psicoterapeuta, docente presso il Dipartimento di psichiatria della Leeds University, in Inghilterra, e pastore metodista, è noto soprattutto per i suoi contributi sulla personalità schizoide e sulla teoria delle relazioni oggettuali; su di lui sono state scritte diverse biografie ma questo lavoro di Dobbs ha una sua specificità ponendosi come obiettivo l'approfondimento dell'orientamento teorico e clinico di Guntrip in connessione alla sua dimensione religiosa. In tale direzione, il biografo riprende e discute il contributo di Carlo Strenger “The classic and the romantic vision in psychoanalysis” (International Journal of Psychoanalysis, , 70: 593-610) al fine di posizionare Guntrip nell'area “romantica” i cui capostipiti sono William Ronald Doods Fairbairn e Donald Woods Winnicott - che furono, non casualmente, i suoi due analisti.
L'approccio clinico di Guntrip può essere definito “umanistico” per l'importanza data alla considerazione del paziente come essere umano e alla sua opposizione verso qualunque atteggiamento tecnico distaccato e impersonale. Come sottolinea Dobbs, la principale opera di Guntrip, Teoria psicoanalitica della relazione d'oggetto, del 1968 (Milano: Etas Libri, ), va considerata nel solco della natura autobiografica dell'approccio teorico dell'autore - approccio ben illustrato in uno dei suoi testi tradotti in italiano: Struttura della personalità e interazione umana. Sintesi evolutiva della teoria psicoanalitica, del 1961 (Torino: Boringhieri, ). Da tale punto di vista la critica di Guntrip a Freud non è di poco conto (meccanicismo, biologismo e, infine, spersonalizzazione del paziente), ma egli si differenzia notevolmente anche da uno dei suoi maestri e analisti, vale a dire da Ronald Fairbairn, ad esempio ritenendo che il ritiro libidico (che causa la fragilità dell'Io) coinvolga non solo gli oggetti esterni ma anche quelli interni, conducendo la persona a una sorta di “mondo vuoto”, perché privo di