You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Queste «riflessioni, da cavaliere solitario, sull'analisi» (p. 183) che André Green - nato a Il Cairo il 12 marzo 1927 e scomparso all'età di 84 anni a Parigi il 22 gennaio 2012 - ci ha donato sul finire della sua vita, rappresentano una lettura affascinante e a tratti inquietante. Aperto con la discussione del caso di Marilyn Monroe, forse il più eclatante e divulgato “fallimento” dell'analisi, il libro è strutturato in una prima sezione teorica, una seconda parte clinica e una sezione finale in cui sono sintetizzate le riflessioni critiche esposte nei venti capitoli precedenti.
Fin dalla fine degli anni 1990, scrive Green, «avevo in progetto di affrontare la questione dei fallimenti dell'analisi (…). Notai, non senza sorpresa, che la bibliografia era particolarmente scarsa (…). Mi sentivo decisamente solo nell'impresa in cui volevo imbarcarmi. Sarei stato lo psicoanalista che svelava un segreto ben custodito e rischiava di attirare su di sé l'anatema» (p. 27). In queste parole dell'Autore è in sintesi racchiusa l'unicità del libro, e proprio queste parole preludono a ciò che potrebbe definirsi l'aspetto sorprendente e inquietante del testo: toccare con mano i limiti inevitabili, ma sempre nascosti, dell'analisi, e leggere conclusioni che possono apparire sconfortanti nella loro apparente semplicità come, ad esempio, «là dove uno fallisce, c'è ancora una possibilità per un analista meglio ispirato» (p. 69).
Il distillato di queste riflessioni di Green sta nella dicotomia tra l'acuta comprensione teorica e le approfondite spiegazioni dei vari fallimenti analitici, e i tanti disarmanti resoconti in cui, nonostante la “conoscenza” e la comprensione, la terapia non ha funzionato. Questo scritto è dunque un insieme di tasselli che provengono dalla “vita vissuta” di Green, il quale a Parigi ha trascorso l'intera sua vita: psichiatra, psicoanalista, grande interlocutore di Lacan, presidente della Société Psychanalytique de Paris dal 1986 al 1989, egli è stato uno dei massim