You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Questo libro tiene fede al suo sottotitolo, Dalla teoria alla pratica clinica, perché nel volgere di poche pagine riesce a chiarire al lettore non solo lo sviluppo storico di ciò che si definisce “psicosomatica”, ma anche i complessi agganci tra modelli, teorie, rappresentazioni dell'uomo, della salute e della malattia, e metodologia dell'intervento clinico. Il concetto di “prospettiva” assunto nel titolo riecheggia in numerose parti del testo proprio a sottolineare la necessità di un approccio multicentrico, atto a integrare piuttosto che a escludere, e ad arricchire l'area di indagine a fronte di un soggetto complesso com'è, appunto, l'esperienza umana in un'ottica mente-corpo.
Il volume di Baldoni prende spunto da due precedenti pubblicazioni Psicosomatica. L'equilibrio tra mente e corpo , scritto con Giancarlo Trombini, e Disturbi psicosomatici , entrambi editi da Il Mulino. Strutturato in dieci capitoli, si apre con un inquadramento delle teorie e degli approcci alla psicosomatica, proponendo nel secondo capitolo un excursus sui contributi della psicoanalisi in cui (particolare non scontato) è richiamato il lavoro pionieristico di Georg Groddeck, troppo spesso “dimenticato” dai cultori contemporanei della psicosomatica. Seguono i capitoli che trattano delle variabili di personalità, degli stili di comportamento e dell'impatto degli eventi traumatici e stressanti sull'insieme mente-corpo, fino ad approfondire due aree di grande attualità: la mentalizzazione e i modelli di attaccamento. Collocando la psicosomatica nell'evoluzione del pensiero scientifico è dato spazio alla discussione dei paradigmi (sistemico, cibernetico, costruttivista, della complessità e biopsicosociale). Ai procedimenti di assessment clinico è dedicato il penultimo capitolo mentre invano il lettore cercherebbe un approfondito discorso sulla terapia - vi sono dei cenni nel capitolo decimo - in quanto è la “clinica”, piuttosto che la “terapia” a fare da contraltare alle riflessioni teoriche nel