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L'idea del libro nasce da un dibattito tra quattro dei suoi autori sviluppatosi in occasione di un convegno promosso dalla redazione della rivista Le Carnet/Psy (carnetpsy.com). Il confronto sulle divergenze tra gli autori ha avuto ancor prima origine attorno alla rivista Adolescence (adolescence.free.fr) e alla Revue Française de Psychanalyse (cairn.info), organo della Société Psychanalytique de Paris e regolarmente segnalata su Psicoterapia e Scienze Umane.
I dodici contributi qui presentati - di Jacques André (del quale è stato pubblicato l'articolo “L'après-coup nella teoria e nella clinica” sul numero 4/2008 di Psicoterapia e Scienze Umane), Alain Braconnier, François Richard, Catherine Chabert, Gérard Bayle, Sesto-Marcello Passone, Philippe Givre, Isée Bernateau, Maurice Corcos, René Roussillon, François Marty, Michèle Emmanuelli - sono riflessioni attorno alla questione ancora aperta in Francia se esista o meno una specificità della psicoanalisi dell'adolescenza. Il primo capitolo sviluppa il tema espresso nel titolo, quelli successivi offrono differenti prospettive sugli aspetti rilanciati nel primo. L'avvio del dibattito contiene due interrogativi: il primo relativo all'andamento bifasico della sessualità umana e al suo «sviluppo in due tempi» (p. 10), quello della sessualità infantile e quello inaugurato dalla pubertà; il secondo interrogativo ruota attorno alla nozione di «soggettivazione» (p. 10), termine utilizzato per dar conto di forme di sofferenza psichica legate alla costruzione di uno spazio psichico differenziato. Ma il quesito di fondo che emerge dalla lettura di questi testi è se l'applicazione della psicoanalisi alla peculiarità dell'essere adolescente si possa iscrivere in maniera diretta nelle elaborazioni fondamentali che definiscono il processo in psicoanalisi, oppure richieda delle costruzioni teoriche specifiche.