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Margherita Spagnuolo Lobb, direttrice dell'Istituto di Gestalt HCC di Siracusa e didatta internazionale, non intende con questo libro rispondere all'interrogativo «che cosa è la psicoterapia della Gestalt» (p. 21), al quale ha esaurientemente risposto in un'altra sede, quanto piuttosto presentare il proprio modello di clinica gestaltica contemporanea dinanzi agli emergenti disagi della cosiddetta società post-moderna.
Come scrive Paolo Migone nella prefazione, il libro mostra molto bene quante e quali «siano ormai le aree di sovrapposizione tra diversi approcci» (p. 16), e mostra anche come «concetti centrali della psicoterapia della Gestalt abbiano anticipato sviluppi recenti della psicoterapia (…), ad esempio alcuni aspetti della psicoanalisi contemporanea» (p. 16). In tutto il libro è evidente come i principi non dicotomici, relazionali, estetici e processuali, come la prospettiva fenomenologica, che caratterizzano la teoria e clinica gestaltica, mostrano tratti di grande somiglianza con le posizioni rappresentate dalla psicoanalisi relazionale o da quella intersoggettiva.
Nei primi due capitoli l'Autrice riassume e riporta d'attualità le posizioni “avan-guardistiche” fondamentali dell'approccio gestaltico, la sua iniziale connotazione - già in atto fin dal 1950 - di revisione della psicoanalisi freudiana: il modello classico di un Sé visto come fenomeno di contatto, al confine tra l'organismo umano e il suo “campo”; il passaggio dal paradigma intrapsichico all'esperienza del “tra”, al «campo fenomenologico co-creato dalla presenza del paziente e del terapeuta» (p. 42); la sovranità