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Il primo dei due libri qui recensiti - Il Libro Rosso di Jung, pubblicato nel 2009 - va considerato un evento di cruciale importanza per la comprensione del pensiero junghiano; si tratta infatti di un testo che raccoglie le intuizioni fondamentali e la materia prima che Jung avrebbe continuato a rielaborare e integrare nel corso della sua intera vita di studioso e psicologo. Sonu Shamdasani, il curatore dell'opera, che ha lavorato per 13 anni al progetto di pubblicazione, è docente di storia della psichiatria al Centre for the History of Medicine dell'University College London e co-fondatore nel 2003 della Philemon Foundation, organizzazione costituita allo scopo di promuovere una nuova edizione storico-critica delle opere complete di Jung, comprensiva anche di tutti i testi ancora inediti (nel novembre 2012 Bollati Boringhieri ha inoltre pubblicato il volume Dossier Freud. L'invenzione della leggenda psicoanalitica , scritto da Shamdasani insieme al noto storico della psicoanalisi Mikkel Borch-Jacobsen). Come Shamdasani sottolinea nell'introduzione, «il Libro Rosso permette di comprendere la genesi e l'articolazione dell'opera successiva di Jung sulla base di materiali di prima mano e non di quel coacervo di congetture fantasiose e pettegolezzi che tanta parte hanno avuto nella letteratura critica su Jung» (p. 221).