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Le curatrici ripropongono tra i numerosi scritti di Musatti quelli più vicini alla biografia e al modo di operare di questo padre della psicoanalisi italiana (mancato nel 1989 a 92 anni). Quasi tutti i saggi riportati sono brevi, per lo più di carattere aneddotico e raggruppati in cinque parti, dopo una “Introduzione” generale sulla figura di Musatti. La prima parte prende lo stesso titolo del volume musattiano Curar nevrotici con la propria analisi (Milano: Mondadori, ) e dà il senso del messaggio che le curatrici sembrano lanciare: iniziando con il riportarne proprio le ultime pagine dedicate al “Congedo”, intendono cogliere retrospettivamente il senso di una vita intimamente intrecciatasi con la cura analitica. Emergono così, da questa ma pure da altre parti del volume, vari aspetti della personalità di Musatti, che tra l'altro confessa con candida autoironia numerosi episodi della sua nevrosi - forti “attacchi d'ansia”, collegabili a notevole aggressività verso il padre e verso il maestro Benussi, un esagerato bisogno di rivalsa rispetto ai fratelli. Del resto, solo capendo se stessi e partecipando con qualche tratto della propria esperienza alla patologia dei pazienti si hanno migliori strumenti per comprenderli: sono tesi musattiane in cui le curatrici leggono anticipazioni rispetto alle declinazioni attuali della tecnica, che prevede un maggiore coinvolgimento personale del terapeuta. E non v'è dubbio della forte vicinanza alle vicende dei suoi pazienti da parte di Musatti, che peraltro non si peritava di aiutarli anche al di fuori del setting dando luogo a situazioni curiose, a volte paradossali, ma che dicono della duttilità e sensibilità dell'uomo.
Se questi sono leitmotiv ricorrenti in tutto il volume, troviamo spunti particolari nelle altre parti. La seconda parte, “Sogni e realtà”, mostra intuizioni epistemologiche innovative, laddove si accenna al carattere di modelli teorici che avrebbero i costrutti freudiani, utili finché spiegano. La terza parte, “L