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Elyn Saks era una ragazzina intelligente ed energica, brillante a scuola e amata dalla famiglia, finché gradualmente iniziò ad avere bisogno di “preparativi” sempre più complessi: disporre gli oggetti in un certo ordine, lavare e controllare ossessivamente ciò che mangiava. Ben presto comparvero i terrori notturni e la paura di ignoti aggressori. Poi - man mano che si sviluppavano i primi episodi gravi che terrorizzarono lei e le persone che le volevano bene - si fece largo la sensazione che avrebbe caratterizzato la sua esperienza di questa malattia: l'impressione che i confini della realtà si facessero indistinti, che il suo centro crollasse, che “non tenesse”, come recita il titolo originale del libro.
In questo lucido e sofferto racconto autobiografico di una vita gravata dalla psicosi e dalla diagnosi di schizofrenia, l'Autrice descrive la strenua e coraggiosa lotta per non cedere ai fantasmi della sua mente, per continuare a perseguire i propri obiettivi formativi e professionali, per condurre una vita “normale” nonostante i demoni che la abitano; ci racconta dei suoi numerosi ricoveri e di un sistema psichiatrico basato sulla contenzione che non accorda ai malati mentali alcuna autodeterminazione, dei pesanti effetti collaterali degli psicofarmaci dell'epoca e della sua determinazione a farne a meno, fino all'accettazione finale della loro utilità; descrive le sue difficoltà di relazionarsi con un mondo che sembra sottrarsi alla sua presa, che lei viveva come distante anni luce dal suo. Ad accompagnarla in quella che sembra una continua discesa agli inferi trova alcune persone particolarmente sensibili e comprensive, individui che le tendono la mano giù nell'abisso e l'aiutano ogni volta a risalire alla realtà, e che, con la loro disponibilità incondizionata e le loro parole, sono il suo ancoraggio nel mondo e il collante che tiene insieme il suo centro sempre sul punto di sfaldarsi. Tra questi personaggi si trovano psicoanalisti sensibili cui Elyn sente di po