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In questa rubrica compare la pubblicazione di materiali, editi o inediti, che tentano di ricostruire una specie di storia della psicologia, della psichiatria e della psicoterapia, a volte con la forza emozionale dell'aneddotica sottratta alle storiografie accademiche. La rubrica si sviluppa lungo tre filoni: uno è quello dell'analisi delle varie stereotipie psicoanalitiche nelle loro declinazioni e del modo con cui è stata trasmessa la teoria della tecnica; il secondo è la ricostruzione di pezzi della storia italiana del settore, nell'ottica che è sempre stata del gruppo di Psicoterapia e Scienze Umane; il terzo filone è costituito dalla ristampa di articoli “d'epoca” rilevanti per il dibattito attuale. Al sito Internet psicoterapiaescienzeumane.it vi è l'elenco di tutti i documenti pubblicati nella rubrica.
Un matrimonio a Bologna. Intellettuale di lunga data, molto amico di Michele, sposo relativamente tardivo di compagna nel percorso del sapere. Matrimonio riservato, intimo, presenti sposo e sposa, che dovevano per forza esserci, genitori e fratello dello sposo, Michele come testimone. Dopo la cerimonia il piccolo gruppo si avvia verso un bar per l'aperitivo. Il padre dello sposo, già importante professore universitario, mentre gli altri quattro procedono lentamente, prende sottobraccio Michele e gli dice: “Ha visto, professore, come la conversazione decade quando si è in più di due?”.
Ho citato questo episodio che Michele mi ha raccontato dopo una noiosa riunione alla Boringhieri dove avevamo dovuto ascoltare un paio di proposte editoriali presentate in maniera particolarmente verbosa, per mostrare - così come si può constatare dal livello di profondità raggiunto in questa intervista a Massimo Cappitti dal Michele che si racconta - quanto l'efficacia interlocutoria di Ranchetti fosse nel rapporto a due. Michele aveva tanti amici, e io fui tale, come peraltro egli stesso richiama nell