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Pubblicato per la prima volta nel 1967, a cura di Alfred Freedman, Harold Kaplan e Benjamin Sadock, questo imponente manuale di psichiatria (definito da alcuni commentatori “un mammut”, da altri una “università su carta” e un “compendio enciclopedico” delle conoscenze psichiatriche) nella sua nona edizione si avvale di uno staff di contributing editors composto da dieci professori di psichiatria e da un rappresentante del National Institute of Mental Health. Il vero e proprio “esercito” rappresentato dagli autori dei sessanta contributi (compresa l'interessante Foreword: The Future of Psychiatry, a firma di Robert Michels) è composto da 573 persone, di cui due italiani, Mario Maj e Silvana Galderisi, entrambi dell'Università di Napoli. Numerosi autori di questo manuale sono stati impegnati come consulenti nelle task forces del DSM-5, ed è stato loro richiesto di integrare nei loro saggi i principali aspetti emergenti dai “lavori in corso” del nuovo sistema diagnostico.
La nona edizione di questo famoso trattato di psichiatria ha visto la luce verso la metà del 2009, ed è sempre stato pubblicato dal medesimo editore (in italiano sono uscite diverse edizioni, inizialmente con i tipi della Piccin di Padova nel , poi delle Edizioni Scientifiche e Universitarie di Napoli nel 1993, e infine del Centro Scientifico di Torino che ha tradotto diverse edizioni dal al ). L'opera rappresenta la punta di diamante di ciò che è definito il comprehensive teaching system sviluppato dai curatori al fine di supportare lo studio e l'insegnamento della psichiatria, e che consiste in una serie di volumi tra cui due concise textbooks, quattro pocket handbooks, e un glossario di termini psicologici e psichiatrici; è da notare che l'handbook intende rivolgersi non solo a psichiatri e medici, ma anche a psicologi, operatori della salute mentale e psychiatric social workers.