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L'Autrice è analista con funzione di training e supervisore del William A. White Insitute di New York; supervisore al Columbia Presbyterian Medical Center e l'Institute of Contemporary Psychotherapy di New York. Fa inoltre parte della redazione della rivista Contemporary Psychoanalysis e ha già pubblicato Clinical Values: Emotions that Guide Psychoanalytic Treatment (Hillsdale, NJ: Analytic Press, ) di cui esiste la versione italiana (Valori Clinici. Le emozioni nel trattamento psicoterapeutico. Milano: Raffaello Cortina, ), e Making a Difference in Patients' Lives: Emotional Experience in the Therapeutic Setting (New York: Routledge, ).
Still Practicing dichiara già nel titolo l'intenzione di occuparsi delle emozioni e dei sentimenti che accompagnano la vita di un terapeuta: gioie e dolori del lavoro clinico. La prima parte del libro (“Le difficoltà nel training”) si occupa delle problematiche relative alla formazione del terapeuta. Secondo l'Autrice, il training non prepara adeguatamente ad affrontare alcune tipiche insicurezze della vita di un terapeuta, come l'incertezza circa la propria professionalità, difficile da misurare, e i sentimenti con i quali si deve essere abituati ad avere a che fare: solitudine, vergogna, colpa, rimpianto. Sandra Buechler sottolinea come l'avere dubbi sulla propria professionalità implichi per il clinico avere dubbi sulle proprie capacità relazionali. È importante dunque sviluppare un'adeguata fiducia in se stessi, in quanto siamo lo strumento clinico da utilizzare, e inoltre la capacità di riprendersi dalle situazioni difficili con le quali abbiamo quotidianamente a che fare come clinici: sono situazioni che in genere minacciano il senso di adeguatezza personale e professionale, costituendo «potenziali fonti di vergogna» (p. 32) e, nelle perdite, anche di dolore. Talvolta il training danneggia la stima di sé del candidato, che si porterà così dietro antiche vulnerabilità.
L'Autrice sottolinea quanto può essere distruttivo per un ana