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Sul cosiddetto coaching esiste un'ampia letteratura, spesso caratterizzata da un approccio di genere commerciale o autoincensante; inoltre non è facile individuare un testo che, come questo, tratti del coaching organizzativo (o executive coaching) rivolto a manager e leader dal punto di vista psicodinamico e sistemico. I quindici capitoli a firma di sedici autori rappresentano in tutta la sua complessità il coaching psicodinamico; infatti, fin dal primo capitolo intitolato “Holistic organizational coaching”, è ben messo in rilievo l'aspetto “caleidoscopico” di tale attività, ma anche la sua delicatezza e pluridimensionalità, soprattutto se considerato, come in questo lavoro, nell'ottica di un intervento “clinico-organizzativo”.
Suddiviso in tre sezioni, il testo affronta nella prima il setting, l'utilizzo del “paradigma clinico” e l'inserimento del coaching nel leadership development. La seconda sezione è rivolta a edificare “soggetti riflessivi” (il “fare” in assenza di consapevolezza e riflessione è forse l'aspetto più insidioso delle attuali psicopatologie della leadership!) cercando anche di dare risposta alla domanda centrale: in che modo i percorsi di coaching “cambiano” le persone? Nella terza sezione del volume è sottolineato il “potere positivo” di manager e leader sufficientemente sani nel creare quelli che sono definiti i best places to work. Emerge spesso, nei diversi esempi e vignette clinico-organizzative, il problema del supporto da offrire nei casi più difficili, casi ben illustrati in Tricky Coaching. Difficult Cases in Leadership Coaching (New York: Palgrave Macmillan, ), a cura di Konstantin Korotov, Elizabeth Florent-Treacy, Manfred Kets de Vries & Andreas Bernhardt.
Questo bel volume, niente affatto semplice nei suoi risvolti teorici e metodologici, segue a distanza di pochi anni Coach and Couch: The Psychology of Making Better Leaders, a cura di Manfred Kets de Vries, Konstantin Korotov & Elizabeth Florent-Treacy (New York: Palgrave Macmillan, ),