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Dal 1919 al 1937 Anna Freud e Lou Andreas-Salomé si scambiarono 433 missive di vario genere (lettere, alcuni telegrammi e cartoline) e di queste sono pervenute a noi 419. Dai “Ti bacio di tutto cuore”, e “Ti bacio infinite volte”, posti a chiosa di numerose lettere di Anna, ai “Ti bacio sulla bocca” e “La tua vecchia Lou”, per finire - circa in concomitanza dell'inizio dell'amicizia tra Anna e Dorothy Tiffany Burlingham - ai laconici “la tua Anna”, “Tua Lou”, l'insieme delle lettere testimonia la parabola del rapporto tra le due donne. Delle oltre 400 lettere, una buona metà è stata scambiata nel corso dei primi tre anni: anni intensi, in cui si discute dell'analisi di Anna con il padre, dell'inizio della malattia di Freud e dell'orientamento teorico della “Frau Klein”, ma anche di un vestito che Anna cuce per la sua cara amica (con la quale, peraltro, gli incontri di persona saranno davvero pochi), mentre altri avvenimenti importanti (come la morte di Abraham alla fine del ) sono ignorati.
All'inizio del 1924 Anna è impegnata nella traduzione di due volumi per l'Internationaler psychoanalytischer Verlag e commenta: «È irritante questa “lingua segreta per analisti”, che nessun profano sarebbe ormai più in condizione di comprendere» (p. 142). Sono spesso riportate dalla figlia le opinioni di Sigmund su una quantità di fatti, situazioni e persone; ad esempio, rispetto alla distinzione tra la cosiddetta “analisi didattica” e l'analisi personale, nel luglio del 1924 Anna scrive: «Ma da noi ciò significa solo la ragione per la quale si cerca un analista. Dopo, almeno da papà, non si fa più nessuna distinzione; lui, anzi, la rifiuta espressamente» (p. 181). All'incirca nello stesso periodo ecco nascere in Anna l'interesse per le relazioni tra psicoanalisi e pedagogia testimoniato dalle riunioni con Aichhorn, Bernfeld e Hoffer, incontri inizialmente centrati sulla tecnica dell'analisi infantile di Melanie Klein e poi ampliati fino a discuterne gli orizzonti teorici.
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