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Come preannunciato a p. 8 dell'editoriale dello scorso numero 1/2013 di Psicoterapia e Scienze Umane, questo numero 2/2013 è un fascicolo speciale, a maggior numero di pagine e senza rubriche, dedicato alle relazioni del convegno “Identità del male. La costruzione della violenza perfetta”, che si è tenuto alla Sala Rossa della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell'Università di Bologna dal 29 novembre al 1 dicembre 2012. Questo convegno è stato un momento di incontro pubblico di un gruppo di studio pluridisciplinare che si è riunito periodicamente per circa un anno, coordinato da Alberto Burgio e Adriano Zamperini, curatori di questo fascicolo speciale e autori dell'articolo introduttivo.
Il tema del convegno continua a essere di grande attualità e riguarda l'intreccio di fattori psicologici e storico-sociali che caratterizzano fenomeni che, in misura maggiore o minore e declinati in diversi contesti (si pensi al problema della formazione del consenso), sono davanti ai nostri occhi.
Nel tempo, sulla rivista sono usciti contributi sull'argomento, come gli articoli di Paul Parin “The mark of oppression: Studio etnopsicoanalitico su ebrei e su omosessuali in una cultura relativamente permissiva” (n. 4/) e “La dipendenza dal potere. Appunti per una politologia psicoanalitica” (n. 1/), e quelli, nel n. 2/2012, di Alberto Burgio “Il nazismo come malattia dell'«anima tedesca»”, di David Meghnagi “La malattia come «premonizione»” e di Marianna Bolko “L'estraneo sul confine”. In un prossimo numero pubblicheremo un contributo di Adriano Zamperini e Marialuisa Menegatto dal titolo “La violenza collettiva e il G8 di Genova. Trauma psicopolitico e terapia sociale della testimonianza”.
Del gruppo di studio fa parte uno di noi in qualità di psicoanalista. La scelta di sponsorizzare il convegno e di pubblicare le relazioni è dovuta a due fattori principali.
Accanto a pregevoli lavori in cui molti psicoanalisti si sono cimentati in tentativi di portata ampia per comprendere il fenom