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Segnaliamo le traduzioni italiane di due libri che si inseriscono nell'attuale tendenza di critica al paradigma “tecnologico” della psichiatria di oggi, basato sull'uso privilegiato di farmaci a scapito della relazione interpersonale. Alcuni aspetti di questo trend sono già stati evidenziati in contributi apparsi su Psicoterapia e Scienze Umane, come nel n. 3/2010 l'articolo di Jerry Wakefield “Patologizzare la normalità: l'incapacità della psichiatria di individuare i falsi positivi nelle diagnosi dei disturbi mentali”. Nel n. 2/2011 la rubrica “Dibattiti” è stata dedicata alle “guerre psicologiche” attorno al DSM-5 (con gli interventi di Spitzer e Frances, capi delle task force, rispettivamente, del DSM-III e del DSM-IV). Ancora, l'articolo di Bracken et al. in testa al n. 1/2013 (un “manifesto” di 29 psichiatri inglesi che criticano quello che loro definiscono appunto il paradigma “tecnologico” dell'attuale psichiatria). Infine, la recensione-saggio di Marcia Angell (“L'epidemia di malattie mentali e le illusioni della psichiatria”), nella rubrica “Recensioni” del n. 2/2012, che ha avuto molta risonanza anche per la autorevolezza dell'Autrice, professoressa ad Harvard e già direttrice della più prestigiosa rivista medica del mondo, il New England Journal of Medicine. I libri di Kirsch e Whitaker, qui segnalati, sono proprio due dei tre libri recensiti da Marcia Angell in quel saggio, ora finalmente disponibili anche in italiano.