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Partendo dal presupposto che «la natura stessa dell'analisi rende praticamente impossibile qualsiasi studio controllato degli esiti della cura» (p. 8), Schachter sceglie e presenta in questo suo libro sette casi di “analisi riuscite” tratti dall'esperienza di sette analisti caratterizzati da differenti stili clinici. Sette analisti, uomini e donne, americani ed europei, diversi come impostazione teorica ma anche nelle loro funzioni (di training e non) e nelle loro inclinazioni personali (eterosessuali e omosessuali, repubblicani e democratici). In realtà, ciò che emerge dalle pagine di questo interessante volume è la psicoanalisi dal punto di vista del paziente, cosa che illumina quella particolare “atmosfera analitica” — a cui ci si riferisce il più delle volte come ai “fattori aspecifici” o “comuni” — che, al di là delle diversità teorico-metodologiche degli analisti, permette alla persona denominata “paziente” di potenziare se stesso e uscire fuori dalle sabbie mobili nelle quali è caduto.