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Il volume, i cui Autori sono sociologi (il primo è professore emerito dell'Università Cattolica di Milano, il secondo è esperto altresì di letteratura), si segnala per l'attenzione che dedica a un tipico concetto della tradizione psicoanalitica, il narcisismo appunto, che viene qui adottato come «metafora euristicamente feconda» (p. 9) per leggere l'attuale società. Va reso merito agli Autori di una conoscenza sufficientemente accurata degli sviluppi del concetto, non più inteso, a partire da Kohut, come meramente indicativo di patologia nell'adulto bensì pure come assetto caratterizzato da ripiegamento individualistico su di sé, bisogno spasmodico di riconoscimento a fronte di un calo dell'autostima e di un deficit di coesione del Sé (è il narcisismo da difetto o covert, di contro al più evidente narcisismo da eccesso o overt, chiaramente patologico). Al concetto viene poi annessa un'ampia gamma di ulteriori connotati, atti a differenziare l'attuale società — qualificata in toto come narcisistica sulla scia dei lavori degli anni 1970 dello storico e sociologo nordamericano Christopher Lasch — dalla società dell'umanesimo moderno.