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Ernst Wagner era uno stimatissimo maestro di scuola di Stoccarda, colto e intelligente, sposato e padre di quattro figli. Fino al 1913 non aveva mai attirato l'attenzione di medici o psichiatri. La notte del 4 settembre di quell'anno, a 39 anni, tagliò la carotide a sua moglie e ai figli. Dopo di che andò in treno nel piccolo villaggio di Mülhausen, dove cominciò a sparare su qualsiasi uomo incontrasse; uccise otto uomini e una ragazza, e ferì altri dodici, prima di essere disarmato.
Lo psichiatra Robert Gaupp e i suoi studenti di Tubinga scoprirono che quel serial killer era un paranoico che si sentiva perseguitato da vent'anni, da quando, a 18 anni, aveva cominciato a masturbarsi (R. Gaupp, Zur Psychologie des Massenmords: Hauptlehrer Wagner von Degerloch. Berlin: Springer, ). Pensò che tutti si rendessero conto del suo “peccato” solo guardandolo, e che facessero continue allusioni a questo davanti a lui. In seguito ebbe contatti sessuali con animali a Mülhausen, da qui la sua convinzione che tutti gli uomini di quel villaggio sapessero che cosa avesse fatto. Aveva ucciso moglie e figli per porre termine a una stirpe degenerata.
Questo è uno dei tanti casi di psicosi evocati da Darian Leader nel suo libro What is Madness? (Che cos'è la follia?). Il caso di Wagner illustra bene uno degli assunti essenziali del libro: mostrare che si può essere psicotici anche in assenza di comportamenti psicotici. Ovvero, una cosa è “essere matto”, altra cosa è “uscir fuori di matto”.