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Ormai non si contano più gli studi sulla sessualità femminile, fors'anche per la necessità di attestare un'autonomia della più umbratile vita sessuale della donna rispetto alla monocrazia di una libido percepita, sulla linea Freud-Lacan, come essenzialmente fallica e maschile. Non a caso l'Autore, psicoanalista dell'Association Psychanalytique de France (APF), si era premunito facendo uscire nel 1994 una Sexualité féminine, sempre nella collana dei tascabili per i tipi delle PUF. Se meno numerosi sono gli studi sulla sessualità maschile, ben venga dunque il presente lavoro (che nel giro di pochi mesi, da febbraio ad aprile, ha già visto una seconda ristampa), a maggior ragione in questo momento storico in cui - osserva l'Autore - la crescente libertà sessuale acquisita dalla donna non sembra abbia prodotto uomini altrettanto liberi. Infatti la dominazione maschile non è più tanto tranquilla quanto in passato, come attestano tra l'altro gli imbarazzi di fronte a disinibite richieste femminili di attenzioni sessuali. Se questo è l'avvio accattivante, il lavoro però, più che soffermarsi sulle mutazioni di psicologia e comportamento maschili conseguenti ai cambiamenti d'ordine culturale (che si intrecciano per altro con l'incipiente questione della stessa identità di genere maschile), prende decisamente la curvatura della disamina degli eterni fantasmi che informano l'esercizio della sessualità da parte del maschio. L'Autore, infatti, ritiene che questi scenari relazionali inconsci siano insensibili alle mutazioni socio-culturali - «I tempi sono cambiati, l'inconscio degli uomini tarda ad accorgersene» (p. 29) -così che la stessa sessualità adulta porta per molti versi l'impronta dell'infantilismo del primario rapporto edipico e pre-edipico madre-bambino (pp. 16 sgg.).
Pertanto l'Autore, avvalendosi della personale esperienza clinica e adottando un linguaggio agile che tempra con punte di ironia i tratti scabrosi del racconto, passa in rassegna le variegate e a volte sor