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Questo libro, scritto dalla figlia di Paolo Boringhieri, fondatore dell'omonima casa editrice di Torino, racconta la storia dettagliata delle vicende editoriali di Einaudi e Boringhieri dalle origini fino a oggi. Si tratta di una ricerca storiografica ricca di precisi riferimenti alle fonti, costituite da numerosi testi e soprattutto dagli archivi delle case editrici, nonché da ricordi e ricostruzioni delle vicende personali e affettive di vari personaggi coinvolti. La Einaudi fu fondata nel 1933, durante il fascismo, intorno a tre persone, Giulio Einaudi, Leone Ginzburg e Cesare Pavese, con l'autorevolezza del padre di Giulio, il senatore Luigi, che garantiva prestigio e consulenza per i primi titoli. In seguito la sua storia si intrecciò con le vicende degli intellettuali che allora si opponevano al regime tra mille difficoltà, e continuò nel dopoguerra. Attorno a questa casa editrice, come è noto, si raccolsero i principali intellettuali italiani: per ricordarne solo alcuni, essi furono - qui elencati in ordine alfabetico - Mario Alicata, Franco Antonicelli, Felice Balbo, Norberto Bobbio, Giulio Bollati, Italo Calvino, Cesare Cases, Ernesto de Martino, Luciano Foà, Antonio Giolitti, Massimo Mila, Carlo Muscetta, Giaime Pintor, Franco Venturi, Elio Vittorini e tanti altri. A questi va aggiunta una schiera di consulenti (per la psicologia si possono ricordare, tra gli altri, Giovanni Bollea e Cesare Musatti, e inoltre vi erano Delio Cantimori, Federico Chabot, Ludovico Geymonat, Carlo Levi e così via). Fu «l'impresa editoriale più straordinaria del dopoguerra» (p. 38), una fucina di cultura irripetibile, con una produzione editoriale che acquisì un «prestigio colossale» (p. 43), e che si propose di diffondere una cultura scientifica di alto livello in un'Italia che stava risollevandosi dalla guerra.
Il libro approfondisce nei dettagli la storia delle numerose collane scientifiche, e il titolo, Per un umanesimo scientifico, ben esemplifica il progetto culturale che o