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Questo volume curato da Susan Long - consulente organizzativa e ricercatrice, autrice di numerosi testi di psicoanalisi delle organizzazioni come The Perverse Organization and its Deadly Sins (London: Karnac, ) - propone per la prima volta una panoramica dei metodi della socioanalisi contemporanea. Metodi che sono stati illustrati da diversi autori sulle pagine di riviste come Human Relations, Social Psychiatry, Psychodynamic Practice e, naturalmente, Socio-Analysis, ma che fino ad oggi non erano mai stati presentati e discussi organicamente.
La socioanalisi è tuttora spesso confinata al contributo pionieristico di Elliott Jaques ma, in realtà, rappresenta ormai un campo di studi e di intervento ampio e differenziato. Essa riguarda lo studio dei sistemi sociali attraverso la duplice ottica integrata della psicoanalisi e della teoria dei sistemi. Le sue radici affondano nel lavoro del Tavistock Institute a Londra, a partire da Kurt Lewin e dal suo gruppo negli Stati Uniti, e dalle Group Relations Conferences avviate presso la Leicester University fin dal 1957 (vedi A. Bain, On socioanalysis. Socio-Analysis, , 1, 1: 1-17).
La prima parte del testo è un'introduzione alla socioanalisi traendo spunto dalla filosofia di Charles S. Peirce e dal suo concetto di “abduzione”, posto accanto agli altri sistemi di inferenza (induzione e deduzione). Con l'illustrazione della “capacità riflessiva” come grimaldello per intervenire nelle culture organizzative, si passa alla seconda parte del volume, in cui sono illustrate le metodologie della socioanalisi. Tra i metodi maggiormente noti (anche in Italia) sono da segnalare il Social Dreaming (ideato da Gordon Lawrence) e la lettura-osservazione partecipe delle dinamiche organizzative elaborata dall'analista kleiniano Robert D. Hinshelwood, che trae spunto dai lavori di Esther Bick sull'infant observation. Un capitolo è dedicato alle origini e all'utilizzo delle Group Relations Conferences, vale a dire «lo studio in tempo reale delle r