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Sono qui pubblicate trentasette lettere e sei cartoline scambiate tra Ferenczi e Jones in oltre vent'anni. Il testo è frutto di un lavoro in team iniziato nel 2004 e di diverse revisioni delle traduzioni che hanno visto la luce, fra le altre, sulla rivista Thalassa nel 2008. Con il supporto di diversi studiosi, tra cui Ernst Falzeder, è ora presentato al pubblico il testo definitivo tradotto dal tedesco dalla psicoanalista Beate Schumacher della British Psychoanalytical Society. Anche se la maggior parte dei carteggi tra gli analisti di prima generazione è ormai stata pubblicata (ma non tutto è disponibile in inglese), gli storici della psicoanalisi e i clinici che desiderano comprendere l'evolversi delle idee troveranno in queste lettere (la maggior parte a firma di Ferenczi) materiale di interesse. Com'è prevedibile quando si tratta dei membri del “Comitato Segreto” (da alcuni chiamato il “gruppo dei pretoriani”) le controversie scientifiche, organizzative, personali e professionali sono legate le une alle altre e ciò, lungi dal costituire un ostacolo, aiuta a comprendere molte questioni, ben al di là della consultazione dei testi canonici di storia della psicoanalisi, delle biografie ufficiali sulla vita e l'opera del fondatore della psicoanalisi.
La corrispondenza si avvale di un quadruplice apparato introduttivo che, di per sé, costituisce un vero e proprio saggio. Il testo si apre infatti con una prefazione del direttore della collana (Peter Rudnytsky), prosegue con una Introduzione dei curatori, e termina con due sintetiche riflessioni: “Challenges of honesty”, di Gábor Szőnyi, e “Around this correspondence”, di André Haynal.
Come afferma Szőnyi, l'onestà intellettuale di Ferenczi si dimostra con una maggiore dedizione alla psicoanalisi che allo stesso Freud: «Tra tutti, Ferenczi prese il metodo in modo estremamente serio, non in senso descrittivo, bensì seguendone lo spirito ed esplorandolo nella sua totalità» (p. LI, corsivo nell'originale). Si deve notare ch