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Nel campo del testing psicologico-clinico la SWAP-200 rappresenta l'innovazione scientificamente più interessante e una delle più utili dal punto di vista applicativo; il processo di revisione e aggiornamento del test, durato sette anni, con il coinvolgimento di migliaia di clinici, costituisce inoltre un brillante esempio di costruzione dialettica, socializzata e ricorsiva di uno strumento psicologico. Ecco, dunque, la nuova edizione della SWAP-200, collegata al DSM-5 e a due altri sistemi empirici di diagnosi definiti proprio sulla base dell'utilizzo dello strumento. Questa nuova edizione si avvale di un supporto informatico che sarà sicuramente ben accolto dai professionisti poiché consente di elaborare rapidamente diagnosi computerizzate con una chiara visualizzazione dei risultati.
Il testo è suddiviso in tre parti ed è integrato da numerose vignette cliniche finalizzate, ad esempio, a illustrare i singoli item del test. Ma vi sono anche altre novità, come l'utilizzo di due indici, denominati PHI (Personality Health Index) e RADIO (un acronimo che si riferisce alle seguenti cinque dimensioni: esame di Realtà, regolazione degli Affetti, Difese, Identità, relazioni Oggettuali), intesi a valutare l'andamento del paziente nel corso delle psicoterapie. Tra i capitoli di maggiore interesse si segnala il cap. 6 di Shedler e Westen, “Le dimensioni dei disturbi di personalità: un'alternativa al Five-Factor Model“ (tradotto dall'American Journal of Psychiatry, , 161, 10: ), mentre il cap. 5, “Una tassonomia delle diagnosi di personalità derivata empiricamente: colmare il divario tra scienza e clinica nella concettualizzazione della personalità”, a firma di Westen, Shedler, Bradley e DeFife è stato anticipato su Psicoterapia e Scienze Umane, , XLVI, 3: 327-358 (tradotto dall'American Journal of Psychiatry, , 169, 3: 273-284). Il volume si chiude con ben sette Appendici che spaziano dalla presentazione vera e propria del test al suo utilizzo nell'adolescenza, fino alla disc