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Il volume nasce dalla riflessione dell'Autore, ricercatore universitario in Psicologia dinamica presso la Facoltà di Psicologia dell'Università Cattolica di Milano e membro associato della Società Psicoanalitica Italiana, intorno ad alcuni interrogativi circa la motivazione all'apprendimento della psicologia dinamica e alle ragioni dell'insegnamento della psicoanalisi in università. Da qualche tempo, infatti, la psicologia dinamica, soprattutto quella di ispirazione psicoanalitica, appare sempre più stretta tra due opposte tendenze che rischiano di farla cadere nell'oblio, diversamente da quanto è accaduto, ad esempio, per la “sorella maggiore”, la psichiatria psicodinamica: da un lato la “messa alla prova” empirica delle sue ipotesi teorico-cliniche attraverso la ricerca evidence-based sulle psicoterapie, dall'altro, il confronto con quei saperi consolidati, in particolare le neuroscienze, che, assieme agli sviluppi recenti del pensiero psicoanalitico stesso, stanno contribuendo a cambiare il panorama e i confini della psicoanalisi contemporanea. A fronte di tale situazione, ha dunque ancora senso insegnare all'università una disciplina come la psicologia dinamica e, in particolare, dedicare ampio spazio a un autore come Sigmund Freud? In questo manuale rivolto agli studenti, serrato e puntuale nei suoi riferimenti storici e concettuali, Oasi risponde in modo affermativo a tali interrogativi, ribadendo l'opportunità di partire innanzitutto, nello studio della psicologia dinamica, proprio dal padre fondatore della psicoanalisi. Così, dopo i primi capitoli in cui viene delimitata l'area di indagine propria della psicologia dinamica (cap. 1) e ne vengono sintetizzati importanti elementi diagnostici e nosografici (cap. 2), l'Autore offre una selezionata e approfondita presentazione