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Antonio Damasio, neurologo e neuroscienziato di origine portoghese, vive e lavora a Los Angeles dove insegna Neuroscienze, Psicologia e Neurologia presso la University of Southern California e dove dirige il Brain and Creativity Institute. Da oltre trent'anni compie ricerche sulle basi neuronali delle emozioni, della memoria e della coscienza, a partire da una prospettiva antidualista. Di questo percorso trentennale il lettore italiano ha potuto conoscerne alcune tappe grazie alla traduzione di tre suoi libri: L'errore di Cartesio , Emozione e coscienza e Alla ricerca di Spinoza , tutti usciti per i tipi di Adelphi rispettivamente nel 1995, 2000 e 2003. L'ultima fatica di Damasio, Il sé viene alla mente, trae spunto dal chiedersi come fa il cervello a costruire una mente e, successivamente, a dotarla di coscienza. Damasio elabora una ipotesi che ruota attorno ai requisiti strutturali e funzionali necessari affinché un cervello possa sviluppare una mente cosciente, il che può avvenire quando a un processo mentale elementare si aggiunge una funzione del Sé. La definizione che Damasio dà della coscienza è la seguente: «Nella sua forma normale, la coscienza è uno stato della mente che si manifesta quando siamo svegli e nel quale vi è una conoscenza privata e personale della nostra esistenza, quest'ultima contestualizzata rispetto all'ambiente, quale che esso sia in un dato momento. Necessariamente, questi stati della mente trattano conoscenze basate su materiali riconducibili a modalità sensoriali diverse - corporea, visiva, uditiva, eccetera - e manifestano proprietà qualitative diverse per i diversi flussi di informazioni sensoriali» (p. 202).
L'assunto fondamentale sul quale poggia tutto lo studio di Damasio è che il corpo è un fondamento della mente dotata di coscienza, le strutture cerebrali (e il corpo tutto)