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L'Autore, partendo anche dalla propria esperienza precedente come direttore di un Servizio di psichiatria nel territorio, discute la presenza della “sofferenza inutile” (Levinas, 1982) e della “deumanizzazione” (Volpato, 2013) nel lavoro psichiatrico. Ritiene che l'impostazione psicodinamica di un Servizio psichiatrico di comunità - basata sulla relazione, l'interesse per l'altro e la sua storia, per la sua soggettività e per quella dell'operatore - possa fornire un aiuto specifico per l'individuazione e la cancellazione di questi aspetti di sofferenza e di deumanizzazione che spesso hanno caratterizzato la psichiatria manicomiale.