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Da tempo l'editore Brandes & Apsel è impegnato nella pubblicazione di importanti e imponenti materiali storici della psicoanalisi e, segnatamente, di carteggi intercorsi tra i primi analisti - basti ricordare le oltre mille pagine dell'epistolario Sigmund Freud - Max Eitingon. Briefwechsel 1906-1939, a cura di Michael Schröter, pubblicato nel 2004. Consultare oggi le lettere scambiate tra Anna Freud e August Aichhorn significa non solo fare un tuffo nel passato, ma anche ripercorrere i primi passi della nascita dell'interesse per la psicoanalisi applicata a fasce di età e a tipologie di soggetti assolutamente diversi dai pazienti adulti. La figlia di Freud e Aichhorn (Vienna: 27 luglio - 13 ottobre ) si incontrarono sulla base di un comune interesse, vale a dire utilizzare la psicoanalisi con i bambini (la Kinderpsychoanalyse) e gli adolescenti, curando la formazione analitica degli operatori e occupandosi di erigere istituti in cui bambini e giovani potessero essere accolti e curati. Si trattò di una passione comune, ma anche di un'amicizia affettuosa e cooperativa - entrambi sotto l'egida del padre della psicoanalisi. Iniziò così a prendere forma la pedagogia psicoanalitica ma anche un vero e proprio movimento di analisti, educatori e consulenti orientato a intervenire nel sociale e a essere di supporto ai soggetti traumatizzati e alla cosiddetta gioventù “traviata”, o difficile (è molto noto il lavoro di Aichhorn del Gioventù traviata. Milano: Bompiani, ). A loro si affiancarono analisti del calibro di Siegfried Bernfeld e Willi Hoffer, tutti mossi dal desiderio di “intervenire nel sociale” e di promuovere cambiamenti nelle strutture educative. Nel libro, insieme alle lettere sono anche riportati altri documenti dell'epoca, come i verbali delle sedute e degli incontri del piccolo gruppo di appassionati riuniti intorno a Aichhorn e Anna Freud, fino a giungere al momento drammatico dell'emigrazione degli analisti dall'Austria. Con l'Anschluss, Aichhorn, che non e