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L'MMPI, o Minnesota Multiphasic Personality Inventory, è il questionario di personalità più noto al mondo, uno strumento su cui si è sviluppata una letteratura internazionale immensa e che non cessa di evolversi nel corso del tempo. La prima versione di questo test self-report risale ai primi anni 1940 e vi è da dire che ancora oggi vi sono dei clinici “affezionati” a quella antica e originaria versione, anche se la sua seconda versione - l'MMPI-2, per l'appunto - rappresenta davvero un nuovo scenario. I suoi 567 item derivano dalla lontana lista di circa un migliaio di frasi con le quali lavorarono sperimentalmente i due autori, Hathaway e McKinley, al fine di costruire un questionario empirico, validato con la tecnica dei “gruppi contrapposti”, ben presto diventato uno standard nell'assessment psicologico e psichiatrico, utilizzato estesamente in diversi contesti specifici come ad esempio quello militare.
Luigi Abbate e Paolo Roma seguono inizialmente lo sviluppo del “Minnesota” dando ragione dei perché delle successive revisioni, fino a giungere alla situazione attuale e alla discussione degli aggiornamenti più recenti, internazionali e italiani. Dopo un rapido excursus sulle questioni legate alla somministrazione del test, gli autori puntano a illustrare il questionario passando in rassegna le scale di validità, le scale cliniche, le scale di contenuto, e le scale supplementari. Con ciò si entra decisamente nel “mondo” del MMPI-2, al fine di presentare i maggiori cambiamenti avvenuti più recentemente, come l'introduzione delle scale Personality Psychopathology Five Scales (PSY-5): si tratta di scale che valutano tratti della personalità non strettamente