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La periodizzazione che ho abbozzato nell'editoriale del numero 2/2014 della rivista ha come categoria di riferimento la questione della motivazione individuale, di gruppo e nella compagine sociale degli operatori della salute mentale. Dal punto di vista metodologico è una modalità di comprendere e interpretare i fenomeni attraverso la storia emozionale. Negli ambiti di lavoro a componente relazionale elevata, l'ottica della psicologia sociale e della sociologia, accanto alla risorsa classica delle ricerche motivazionali a impianto psicoanalitico, è particolarmente utile. Circa la “psichiatria senza carisma”, di cui ho parlato nell'editoriale del numero scorso, diverse colleghe e colleghi mi hanno scritto personalmente o telefonato. Alla rivista è pervenuta qualche proposta ulteriore di contributi per un dibattito ormai bene avviato e che proseguirà nei prossimi numeri in parallelo con la configurazione più sistematica, sul piano cronologico, della rubrica “Tracce”. La mia “storiografia” è e sarà un misto di cronaca e racconto in cui cercherò di attraversare in maniera circostanziata le viscere della vicenda psichiatrica, fornendo materiali a chi vorrà approfondire le questioni e lo svolgersi dei processi sui quali concentrerò l'attenzione. Negli ultimi anni molti hanno scritto e scrivono storie delle discipline dello psichico in Italia. Alcune ricostruzioni si muovono tra la favola oleografica, spesso omissiva, e il vero e proprio falso storico, al limite tra malafede oggettiva e soggettiva.
Nel corso del tempo ho affidato a diverse interviste1 molti contenuti che intendo sviluppare. Il perno sarà comunque la questione della psicoterapia come