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Viene descritta una tecnica basata sul “disegno speculare progressivo” per la terapia psicodinamica delle psicosi, sviluppata da Gaetano Benedetti e Maurizio Peciccia. In questa tecnica paziente e terapeuta tracciano contemporaneamente su due diversi fogli un disegno spontaneo, e in un secondo momento entrambi completano e trasformano il disegno dell'altro. Arte-terapeuta e paziente — ripetendo i medesimi gesti della mano, sviluppandoli nel dialogo grafico — entrano nel mondo dell'altro attraverso porte inconsce condivise e si aprono a una comunicazione precedentemente nascosta, come in un sogno. Questa tecnica è diversa dallo squiggle game di Winnicott, il quale tracciava uno scarabocchio che poi il bambino trasformava “facendone qualcosa”, e altre volte il bambino disegnava una forma che poi Winnicott sviluppava o completava.