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Nel numero scorso di Psicoterapia e Scienze Umane (3/) era stato pubblicato un articolo di Myron Hofer sull'epigenetica, e nel presente n. 4/2014 il tema viene ripreso da Francesco Bottaccioli, che allarga il discorso collegandolo ai progressi della psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), per mostrare quanto sia affascinate e ricco di prospettive questo campo di indagine. Bottaccioli — che è presidente della Società Italiana di Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (SIPNEI) e direttore delle due riviste della SIPNEI, PNEI News e PNEI Review, segnalate a pp. 713-714 di questo n. 4/2014 della rivista — è l'autore del libro che qui viene recensito, in cui traccia un quadro complessivo, anche nelle sue implicazioni filosofiche, di quella che non esita a definire, come recita il sottotitolo, una “rivoluzione” nelle scienze della vita. Prima di prendere in esame i capitoli del libro, riassumiamo brevemente in che senso si può parlare di una rivoluzione.
Recentemente alcune ricerche hanno dimostrato in modo sempre più chiaro che le esperienze di vita (qualità delle cure materne, stress, depressione, stile di vita, di alimentazione, ecc.) possono incidere sulla espressione genica, cioè sulla attivazione o disattivazione di determinati geni, con importanti ripercussioni sullo stato di salute e sulla predisposizione a certe malattie. Era ben noto che le esperienze di vita, ad esempio quelle precoci, possono avere ripercussioni nel corso della vita — un dato che è stato sottolineato ad esempio dalla psicoanalisi — però non si era mai riusciti a dimostrare