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Con questo lavoro che compare nella prestigiosa collana New International Library of Group Analysis diretta da Earl Hopper, Horwitz offre ai lettori una completa articolazione del proprio percorso scientifico e professionale, indicando altresì l'itinerario compiuto per giungere a questo traguardo, nel contesto dello sviluppo internazionale della psicoterapia psicoanalitica di gruppo.
L'Autore è una figura di fama mondiale, avendo introdotto la psicoterapia di gruppo alla Menninger Clinic di Topeka (ove partecipò anche al Psychotherapy Research Project guidato da Kernberg e Wallerstein) e avendo sviluppato, da allora in avanti, il suo personale approccio clinico e teorico. Oggi Horwitz è analista di training e supervisore presso il Greater Kansas City Psychoanalytic Institute, essendo stato presidente dell'American Group Psychotherapy Association (AGPA) nel biennio 1984-86.
Nella Prefazione l'Autore ricorda i contrastati inizi della psicoterapia di gruppo a Topeka, dove vi furono notevoli difficoltà nell'avvio dei programmi nonostante l'iniziativa fosse stata espressamente voluta da Karl Menninger (vedi il capitolo “Forty years of group psychotherapy at the Menninger Clinic”), e la nuova linfa prodottasi con la conoscenza del modello Tavistock a opera di John Sutherland nel 1963.
La prima parte del volume (suddiviso in quattro parti) è dedicata agli aspetti storici della psicoterapia di gruppo, e si apre con un interessante confronto tra la tradizione britannica e quella americana. Leggendo questi primi quattro capitoli si comprende il background delle tesi sviluppate da Horwitz nel corso della sua vita, dall'incontro con il “messia” Sutherland fino allo sviluppo dei diversi modelli di psicoterapia di gruppo centrati sull'idea del gruppo come un insieme: un modello originato in Gran Bretagna negli anni 1940 e via via integrato nella tradizione americana.
La seconda sezione del volume è dedicata agli aspetti teorici, esaminando in particolare le manifestazioni transferali