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Il volume è organizzato più nella forma di un'intervista che non di una conversazione: Lucci, filosofo e ricercatore presso l'Università di Berlino, pone domande e interloquisce con brevi osservazioni, mentre Benvenuto, psicoanalista di formazione filosofica, ricercatore al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Roma, fa la parte del leone, con risposte, ampliamenti concettuali e digressioni che occupano anche più pagine. Così, il «Lacan, oggi» proposto al lettore è decisamente quello passato per la sensibilità e la cultura di Benvenuto, il quale offre una presentazione di certo non scolastica, e pertanto qualche interessante sorpresa è riservata pure a chi proprio digiuno di Lacan non è. Il taglio colloquiale, unito a vari cenni autobiografici specie sul rapporto di Benvenuto col maître, ha il pregio di vivacizzare un argomento, quale il pensiero di Lacan, che è tutto meno che leggero. D'altra parte, però, lo stesso taglio consente a Benvenuto, oltre che di toccare con disinvoltura i tanti temi teoretici incrociati da Lacan, di esprimere giudizi quantomeno impegnativi, del tipo: per Freud «ogni forma di vita sociale è essenzialmente fascista» (p. 62); per Freud «non esiste la psicopatologia» (p. 143).
Gli Autori, come enunciano in Premessa, ambiscono a soddisfare tre categorie eterogenee di lettori: il clinico, curioso degli strumenti che Lacan potrebbe offrirgli, il filosofo, date le numerose frequentazioni del Nostro coi maestri del pensiero, e infine l'intellettuale precipuamente interessato all'impatto storico-culturale del lacanismo. Il volume si articola in sette capitoli: 1, “Il dentista dandy. Il personaggio, l'analista”; 2, “Lacan nella psicoanalisi di oggi”; 3, “Lacan nel pensiero contemporaneo”; 4, “I tre registri. Il Reale”; 5, “L'après-coup, il futuro anteriore, il circolo ermeneutico”; 6, “La ‘psicopatologia’ e la cura secondo Lacan. Psicosi, depressione, isteria, nevrosi ossessiva, perversione. Il transfert”; 7, “Si può essere lacaniani oggi?”.
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