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Viene introdotto il concetto di “trauma grave di genere”, una sindrome che emerge dall'incontro tra il mancato riconoscimento di genere dei pazienti transessuali e l'esperienza angosciosa del corpo in cui si è nati. Negli ultimi anni, la consapevolezza degli psicoanalisti sulla complessità delle interazioni tra psiche, soma e cultura è progressivamente cresciuta, per cui i rischi psicologici del mancato riconoscimento di genere hanno suscitato un interesse sempre maggiore. Ma la disforia legata al corpo è spesso trascurata anche da quegli analisti che lavorano con l'esperienza di genere. Col resoconto della terapia di una bambina transessuale di cinque anni, nata con un corpo maschile, viene seguito il percorso evolutivo di un corpo non sufficientemente mentalizzato. Mettendo a fuoco le trasformazioni della fantasia inconscia, si mostra quanto per i pazienti transgender sia importante la rappresentazione mentale del dolore originato dal corpo, la quale è una delle condizioni necessarie per una sana transizione transessuale.