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Nel 2008, a trent'anni dall'approvazione della Legge 180, John Foot, attualmente docente di Storia italiana contemporanea all'Università di Bristol e autore di numerose pubblicazioni tradotte in Italia, si trova a Trieste per una ricerca. Assiste per caso alla proiezione del documentario del 1982 San Clemente, del francese Raymond Depardon, in cui si mostrano gli ultimi giorni di uno dei manicomi delle isole della laguna veneziana. È in quel momento, travolto dalle immagini del film, che comprende «di dover studiare quel periodo storico, quelle istituzioni e il modo in cui erano state trasformate» (p. 363). Grazie al sostegno del Wellcome Trust inizia una lunga e minuziosa ricerca, terminata nel 2014 con la pubblicazione di questo volume, il quale, nello stile chiaro, appassionato e obiettivo che John Foot condivide con Paul Ginsborg (di cui è stato allievo), racconta la storia di un profondo cambiamento culturale, senza lasciare spazio a retoriche e semplificazioni.
Nella prima parte, intitolata “Gorizia ”, l'Autore racconta l'esperienza goriziana. È suddivisa nei seguenti capitoli: cap. 1, “Gorizia. Una rivoluzione ai margini d'Europa”, in cui si delinea la storia personale di Franco Basaglia; cap. 2, “«Antipsichiatria», psichiatria critica, movimenti e utopie della realtà”, dedicato al problema, centrale nello studio della psichiatria radicale degli anni 1960-70, del termine antipsichiatria (a proposito di questo termine, coniato da David Cooper nel , l'Autore scrive: «Oggi viene usato a vanvera, spesso in senso negativo […] e compare in accezioni molto diverse a seconda dei contesti nazionali e accademici. […] Giovanni Jervis avrebbe scritto, negli anni settanta, che l'antipsichiatria era “sì un segnale di dissenso, ma non è chiaro che cosa essa contesti o neghi”» [p. 30]; cap. 3 (un capitolo importante, seppur breve), “Leggere e raccontare Gorizia: fonti e narrazioni”, in cui Foot analizza i documenti di riferimento principali su quanto avvenne, sottolineando tr